Quando l'energia costa zero, ma non è gratis
02 May 2025
Il primo maggio, tra le 11 e le 17, l’Italia ha vissuto una strana festa: per sei ore, il prezzo dell’elettricità è stato pari a zero. Zero euro al megawattora. Energia praticamente “regalata”. Ma come è possibile?
È successo grazie a una combinazione particolare: giorno festivo, quindi consumi bassi, e tantissimo sole e vento. Le rinnovabili, fotovoltaico ed eolico, hanno prodotto così tanta energia da coprire quasi tutta la domanda nazionale, senza bisogno di accendere centrali a gas. Risultato: il Prezzo Unico Nazionale (Pun) è sceso a zero. Un evento raro, accaduto in passato solo durante il lockdown del 2020.
Ma allora chi ci guadagna? Chi ci rimette?
I primi a guadagnarci sono i produttori di energia rinnovabile incentivata. Anche se vendono la loro energia a prezzo zero, ricevono comunque un compenso fisso garantito grazie agli incentivi pubblici. E da dove arrivano quei soldi? Dalle nostre bollette, sotto forma di “oneri di sistema”. In altre parole: l’energia sembra gratis, ma in realtà la paghiamo in un altro modo.
Poi ci sono i trader e i grandi operatori del mercato, che comprano energia quando costa poco (o nulla) per rivenderla quando i prezzi salgono. Anche loro ci guadagnano.
E noi cittadini? Noi potremmo pensare di aver fatto l'affare. In realtà, il nostro risparmio è limitato. Perché il prezzo all’ingrosso dell’energia è solo una parte della bolletta. E i costi per sostenere il sistema (come gli incentivi, ma anche le batterie per accumulare energia e le infrastrutture per gestire i picchi) finiscono comunque sulle nostre fatture.
Il paradosso è chiaro: l’energia può costare zero al mercato, ma non è mai davvero gratis. Non lo è per chi la produce, né per chi deve mantenere in equilibrio la rete, né per noi che ne usufruiamo.
Il primo maggio ci ha mostrato uno sprazzo di futuro: un mondo alimentato dal sole e dal vento. Bello, certo. Ma anche complesso, perché la transizione ecologica ha bisogno di investimenti, regole intelligenti e scelte consapevoli. Sole e vento non si pagano. Ma farli funzionare per tutti, sì.
di Giorgia Pellegrini
Foto libere da copyright
Video https://youtu.be/xaCYJU1wZPg?si=rQnAG701EJHiWqNo
© RIPRODUZIONE RISERVATA copyright www.ilgiornaledelricordo.it
Ultimi diari
- Baba Nam Kevalam, il mantra universale 10/01/2026 | Dio, Dei, Divinità di Anna Dall’Acqua
- Memorie e ricordi immortali 31/12/2025 | Racconti, ricordi, riflessioni di fede
- Impegno sociale e colori rosanero insieme 23/12/2025 | La Storia racconta di Giovanni Curatola
- Prassi singolari alle frontiere dell'Est... 08/12/2025 | La Storia racconta di Giovanni Curatola
- PPP, l’intellettuale proletario 23/11/2025 | Incontri con gli autori
- Andare ai Mondiali è oggi più arduo di ieri 15/10/2025 | I ricordi del calcio di una volta di Giovanni Curatola
Notizie in evidenza
- “Sirens”, premiato al “Capri Hollywood Festival" 10/01/2026 | CINEMATOGRAFANDO
- Crans-Montana tra lutto e giustizia 09/01/2026 | CRONACA
- PFM in tour con “Doppia Traccia” 08/01/2026 | APPUNTAMENTI TRA LE NOTE
- KAWAKAMI, “Puro cliché” di desiderio 07/01/2026 | DISCHI VOLANTI, MUSICA IN RETE
- Maduro davanti al giudice 06/01/2026 | CRONACA
- Fata Morgana, memorie dall'invisibile 05/01/2026 | ESPOSIZIONI E MOSTRE



