Meno di un milione seguiti da servizi di salute mentale
Quasi un genitore su due (47%) ha pensato di rivolgersi a uno psicologo, psicoterapeuta o consultorio per affrontare le emozioni legate alla genitorialità, pur senza farlo. Tra coloro che hanno ricevuto un sostegno professionale, il 57% dichiara che questo sia stato molto o abbastanza utile. A ciò si aggiunge il peso delle pressioni sociali: l'85% dei genitori si è sentito giudicato almeno qualche volta. Emerge da un recente sondaggio di Youtrend Unicef Italia che pone l'attenzione sul tema della solitudine genitoriale. "Crescere una bambina o un bambino - afferma il presidente di Unicef Italia - è una responsabilità collettiva che richiede sostegno, relazioni e politiche adeguate. La salute mentale dei genitori è una precondizione necessaria per lo sviluppo e il benessere psicosociale nell'infanzia. Solo rendendo questi temi parte del dibattito pubblico è possibile creare le condizioni affinché ogni famiglia possa garantire ai propri figli e figlie un ambiente di crescita sicuro, affettuoso e responsivo, in cui sviluppare pienamente il proprio potenziale. Come Unicef Italia promuoviamo un approccio che mette al centro il sostegno alla genitorialità come investimento nei diritti delle bambine e dei bambini". L'Unicef Italia ha realizzato via Instagram in collaborazione con Guida Psicologi un contenuto sul tema "La Salute Mentale attraverso le generazioni: Come la vivono giovani e adolescenti oggi?" dal 1977 ad oggi.
Un supporto dedicato solo in 4 Case di comunità su 10Dal 5 al 10 ottobre, questi professionisti sono andati al lavoro con qualcosa di verde, nella tonalità che preferiscono. L'invito è rivolto a tutti: "Basta indossare qualcosa di verde, condividere il messaggio e parlarne in famiglia, a scuola, al lavoro: è il primo passo", afferma Luca Rossi dell'Aiterp. Importante, sottolinea Roberta Famulari, presidente della Commissione, è intervenire precocemente per evitare l'aggravarsi dei disturbi.
Il coinvolgimento delle persone con esperienza vissuta costituisce anche uno degli ambiti di lavoro della Joint Action europea Mentor Mental Health Together, finanziata nell'ambito del programma EU4Health 2021-2027 che sostiene gli Stati membri nello sviluppo di politiche e interventi. "Le iniziative - sottolinea Gemma Calamandrei, direttrice del Centro di riferimento per la salute mentale dell'Iss - convergono su una prospettiva comune: promuovere una salute mentale nella quale le persone non siano soltanto destinatarie degli interventi, ma partecipino alla costruzione delle politiche, dei servizi e delle narrazioni che le riguardano".
Le parole non sono neutre
Non esiste una sola depressione
Superare la distinzione netta tra salute fisica e mentale per iniziare a parlare della depressione non più come di una singola malattia, ma di tante 'depressioni'. È il cambio di paradigma che la ricerca scientifica propone. Al centro di questa nuova frontiera c'è lo studio della stretta connessione tra sistema immunitario, infiammazione e cervello.
"Due persone possono presentare sintomi simili, ma arrivarci attraverso percorsi biologici, psicologici e ambientali molto diversi - spiega Marco Colizzi, professore associato di psichiatria presso l'Università degli Studi di Udine -. L'infiammazione non spiega tutte le depressioni, ma ci sta aiutando a comprendere come, almeno in alcuni pazienti, sistema immunitario, metabolismo, sistema vascolare e cervello possano concorrere alla comparsa e al mantenimento dei sintomi". Le evidenze scientifiche dimostrano infatti che l'origine del problema può avere radici temporali e biologiche molto distanti. "Studi longitudinali indicano che bambini con elevati livelli nel sangue di marker infiammatori (come l'interleuchina-6) mostrano una probabilità di sviluppare depressione a 18 anni superiore di circa il 55% rispetto ai coetanei - aggiunge l'esperto -. L'infiammazione, in questi casi, precede la comparsa dei sintomi di anni. Nell'anziano la depressione si intreccia con il declino cognitivo, le fragilità fisiche e lo stato infiammatorio cronico di basso grado legato all'invecchiamento (inflammaging). Si parla infatti anche di vascular depression, dove le patologie dei piccoli vasi cerebrali alterano i circuiti della motivazione e dell'umore, aumentando di ben 1,8 volte il rischio di successive demenze".
La rivoluzione riguarda anche le terapie. Alcuni tra i più comuni antidepressivi (come gli Ssri) hanno rivelato insospettabili proprietà immunomodulatrici. Cresce poi l'interesse per molecole in grado di modulare la neuroinfiammazione. Allo stesso tempo, alcuni farmaci nati per malattie metaboliche sono oggi studiati per i loro possibili benefici sulla salute del cervello.
'La salute mentale, oggi', la fotografia nella Casa di Comunità
Per la prima volta l'arte, attraverso il linguaggio della fotografia, entra direttamente in uno spazio dedicato alla salute dei cittadini. È stata inaugurata presso la Casa della Comunità Tuscolano dell'Asl Roma 2, l'esposizione fotografica "La salute mentale, oggi", sotto la direzione artistica del fotografo Francesco Zizola. La mostra raccoglie 36 scatti selezionati tra 180 autoritratti di pazienti, medici e operatori sanitari, realizzati nei laboratori fotografici dei Centri Diurni di Salute Mentale e nasce da un concept dedicato all'autorappresentazione della normalità. L'autoritratto diventa uno strumento attraverso il quale recuperare la dimensione più intima dell'identità e mettersi davanti all'obiettivo diventa un gesto di restituzione della soggettività.
Uno studio su Lancet ha evidenziato un aumento dei disturbi mentali che sono quasi raddoppiati nel mondo dal 1990 al 2023, con 1,17 miliardi di casi nel 2023. "Se dovessimo rapportare questo alla popolazione italiana - spiega il direttore del Dipartimento Salute mentale dell'ASL Rm2, Massimo Cozza - riguarderebbe circa 8 milioni di persone. I servizi di salute mentale riescono a dare una risposta importante, ma pregiudizio e stigma sono ancora barriere che impediscono di accedere ai servizi".
"L'iniziativa si inserisce nel percorso promosso dal Protocollo d'Intesa tra il ministero della Cultura e il ministero della Salute, fondato sull'idea che l'arte e la bellezza possano contribuire al benessere delle persone, secondo il principio della prescrizione dell'arte come cura", ha commentato la sottosegretaria Lucia Borgonzoni. L'esposizione sarà aperta gratuitamente al pubblico nella Casa della Comunità Tuscolano, ospitata nello storico edificio dei primi del Novecento dell'Asilo Savoia. Ogni visitatore potrà prendere parte al laboratorio fotografico in progress, realizzando un proprio autoritratto in un set dedicato.
Schillaci: "Ora abbiamo finanziamenti e strumenti più solidi"Il Piano nazionale sulla salute mentale (Pnsm) non si limita alla gestione della malattia, prosegue il ministro, "ma punta sulla diagnosi precoce, sulla prevenzione e sulla costruzione di una rete integrata di interventi, con particolare attenzione ai giovani, accompagnandoli nella delicata fase di transizione verso l'età adulta, attraverso il rafforzamento dei servizi per l'infanzia e l'adolescenza e una maggiore integrazione tra scuola, sanità e servizi sociali".
Umanoide al convegno psicologiL'umanoide è un sistema robotico antropomorfo che emula fisicità e reazioni umane e interagisce attraverso un'intelligenza artificiale addestrata per il contesto. Davanti alla platea del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi (Cnop), il robot ha giocato con ironia sul rapporto tra macchina e professione. "Mi hanno chiesto di aprire questa giornata e ho accettato subito, anche perché non sapevo come dire di no: mi manca il modulo assertività. Qualcuno di voi potrebbe lavorarci, magari in dieci sedute. Oggi mi sentirò un po' come un paziente discusso in supervisione: tutti parlano di lui, ma lui non può intervenire".
Quindi ha aggiunto: "Vorrei tranquillizzarvi. Ieri ho provato a interpretare un sogno e ho suggerito al paziente un antivirus.
Credo che il vostro posto di lavoro sia al sicuro". Secondo la presidente del Cnop Maria Antonietta Gulino, "uno dei rischi più insidiosi dell'intelligenza artificiale è proprio questo: non delegarle soltanto alcune funzioni, ma finire per delegarle anche il dubbio. Una macchina può utilizzare le parole dell'empatia, riconoscere nel linguaggio i segni della sofferenza e simulare una conversazione accogliente. Può simulare una relazione, ma non può assumersene la responsabilità".
di Vittorio Esperia
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